La connessione tra ansia e pressione del sangue

Se l’ansia è una condizione sempre presente quando la pressione del sangue viene misurata, il risultato può ritenersi attendibile? E se la risposta è no, quali sono gli altri metodi per essere certi di ottenere una lettura che corrisponda ai reali valori della pressione?

A parte il disturbo dell’ansia vero e proprio, molte persone quando si trovano dal proprio medico per una visita, specie per misurare la pressione, sviluppano una sindrome molto comune da stress dovuta al fatto stesso di trovarsi dal medico e anche in questo caso l’ansia può alterare i risultati, ma si tratta comunque di un fenomeno normale che non deve destare eccessive preoccupazioni. Per questo motivo la ipertensione non viene mai diagnosticata dopo uno o due letture, ma sono necessari ulteriori esami.

La pressione si alza e si abbassa a seconda dei momenti della giornata e può essere influenzata da diversi fattori come consumo di alcool, alcuni alimenti, fumo, stress e anche dall’ansia. Per avere quindi una conferma della pressione alta è necessario misurarla nei vari momenti della giornata infatti la pressione è in genere più alta al mattino che alla sera e dopo l’esercizio fisico tende ad essere alta.

Se quindi la causa della pressione alta è l’ansia allora sarà opportuno curare entrambe le patologie con dei farmaci beta bloccanti come Tenormin che eliminano anche i sintomi dell’ansia come palpitazioni e sudorazione.

Se al contrario l’ansia non è un’opzione da prendere in considerazione, il medico deciderà di procedere con ulteriori esami come esami delle funzioni renali, controlli del sangue e delle urine, livelli di glucosio e grassi nel sangue.

Nel caso le cause dell’ipertensione vadano ricercate in altri fattori allora i medicinali appartenenti alla famiglia dei diuretici (come Aldactone e Hyzaar) sono largamente utilizzati per tenere sotto controllo la pressione alta.

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